I carburanti ricavati dai vegetali sono sempre di più sotto osservazione. I dubbi riguardano:
l'effettiva minore emissione di gas serra, la "concorrenza" con le produzioni destinate all'alimentazione umana e animale e il conseguente aumento dei prezzi di queste ultime, la pressione sui suoli naturali con annesse deforestazioni.
Scontiamo una moda nata qualche anno fa, quando l'agroenergia sembrava una ricetta buona comunque e dovunque. Ora c'è chi parla di crimini contro l'umanità in relazione ai biocarburanti ( Jean Ziegler , ONU), una cosa è ricavare energia dagli scarti delle produzioni agricole, un'altra è coltivare ad hoc. Una cosa è importare olio di palma dalle nazioni che stanno distruggendo il loro patrimonio forestale per questo, facendo viaggiare per migliaia di chilometri la materia prima, un'altra è dimensionare gli impianti sulle caratteristiche locali (per qualità e quantità della biomassa).
Nel sud ovest padano, a Rivalta Scrivia (Tortona) e a Zinasco (Pava), meno di 50 km as the crow flies, 2 plants for the production of ethanol are in the planning stage. The plant would need Rivalta 200 000 hectares of cereals, to Zinasco 50 000, but the availability of acres in the basin of reference is vastly inferior, less than a tenth. Again the lack of planning produces monsters.
plant Zinasco ( here card Legambiente) we had already booked for wasting ground connection with the operation: the installation of bioethanol "replaces" in fact a sugar factory, but instead of using the abandoned area of \u200b\u200bCasei Gerola (area destined to become un outlet) sacrifica ottimo suolo agricolo a Zinasco.
Italia Zuccheri, regista dell'operazione e proprietaria dell'area, usufruisce di ingenti finaziamenti, italiani ed europei (per la bonifica dell'area dismessa, per la costruzione del nuovo impianto, per la sua gestione). Sarebbe così strano pretendere che i progetti foraggiati dai nostri soldi fossero un po' più "virtuosi"?
Un convegno a Salice Terme ha messo a confronto esperti e agricoltori.
Dalla Provincia Pavese del 9 marzo.
«Due impianti? Non basta la produzione»
I cereali locali dovrebbero rifornire le aziende di Zinasco e Tortona
VOGHERA. «Due impianti per produrre bioetanolo tra Oltrepo e basso Piemonte? Ad oggi sono troppi...». Gianluigi Stringa, ex presidente dell’Unione agricoltori allarga le braccia ma lancia nello stagno dell’economia un sasso di discrete proporzioni. A fornire i dati sulla produzione di energia rinnovabili in provincia è l’assessore all’ambiente Ruggero Invernizzi: «3 megawatt alimentati a biogas, 43 megawatt alimentati ad oli vegetali, 20 megawatta alimentati a miomasse solide». «Ma non tutti gli impianti - aggiunge - sono alimentati da materia prima prodotta in loco». A questo si riferisce Stringa. «La Oxem di Mezzana Bigli produce biodiesel da oleaginose - spiega -. Gli impianti per la produzione di bioetanolo di Tortona e Zinasco produrranno bioetanolo da cereali. Almeno fino a quando la tecnologia non consentirà di utilizzare anche la cellulosa...». Il punto è qui: solo per far funzionare l’impianto di Tortona servono 200mila tonnellate l’anno di cereali: la produzione, ai livelli attuali, di 200mila ettari. Una quantità impensabile per l’Oltrepo e il basso Piemonte. Il problema è doppio: in primo luogo, secondo Stringa, gli ettari coltivabili non basterebbero ad alimentare due impianti per il bioetanolo; e in secondo luogo, la corsa all’acquisto di cereali per produrre carburante falserebbe i prezzi market. The way out? String is in full agreement with Radice Fossati: the challenge is to reach rapidly a technology that permits the use of cellulose to produce ethanol. Using waste to generate energy free space for food production. " (S. ro.)
Fuel from the fields, the challenge dell'Oltrepo
Experts and farmers meeting in Salice Terme "We have the first energy district"
Proposal the future involve industry in the food chain without stealing space WILLOW. A district energy in Oltrepo, il primo in Italia, per rilanciare l’agricoltura, far riprendere l’industria, tutelare l’ambiente. Tutto insieme? Forse. Tutto subito? Entro quattro o cinque anni. La ricetta arriva dal convegno sull’energia da fonti rinnovabili agricole organizzato all’hotel President di Salice dal consorzio «Agroenergia» con le associazioni di categoria. La ricetta si riassume in tre righe: imparare dal passato, anticipare l’innovazione, programmare il futuro.La sfida, come la riassume l’ex presidente dell’Unione agricoltori Federico Radice Fossati, è produrre energia utilizzando materie prime agricole senza rubare spazio e risorse alle produzioni per l’alimentazione.
Learning from the past. warn about the difficulty of finding 'brains' willing to work in the area, last week, the spokesperson of the industrialists of Oltrepo Bruno Shoemaker recalled that "The industry has grown when he worked with the agriculture sector which the Olrepo is traditionally suited. " Two examples: the sugar and canning factories that have made the fortune of economifca territory. But now the factory is closed and the food processing industry does not "pull" more like a time. Anticipating
innovation. 's still possible far lavorare insieme agricoltura è industria? «Non è solo possibile - risponde secco Federico Radice Fossati -. Oggi più che mai è necessario lavorare in questa direzione. L’agroenergia, ovvero la produzione di energia compatibile con l’ambiente da fonti rinnovabili agricole, è la strada da seguire per dare reddito alle aziende, creare nuove industrie, tutelare il territorio e l’ambiente». I critici, però, dicono che oggi l’energia prodotta da fonti rinnovabili costa molto più di quella “tradizionale”. «E’ un settore in profonda trasformazione - ribatte Radice Fossati -. Sarebbe un errore puntare su un solo podotto come materia prima per produrre energia. Oggi si produce biodiesel from oilseeds such as canola, sunflower and soybean and bioethanol from cereal crops. Within a few years, four or five according to experts, bioethanol can be produced from the cellulose of wood, of course, but also straw and corn waste. Material that is thrown today. Soon it will unleash a revolution: what today is waste will become the raw material for fuel and energy. Will increase the productivity of the industry and will use less land to produce the raw material. There will be space for food production for the market to that intended for the energy market. "
plan for the future. optimize resources and save territory : the challenge goes from here. Producing energy from renewable sources that cost less than from traditional sources (and very often not the case today), and use fewer natural resources as possible. What to do? "This is to bring together agriculture, industrria and university research and public - responds Radice Fossati -. Mobilized across the region to achieve a breakthrough that could put Oltrepo in a leading position. "
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